sabato 17 agosto 2019

Buon compleanno ad una indimenticabile donna


Oggi abbiamo l'applicazione di Facebook che ogni giorno ci fa la lista delle persone "amiche" che compiono gli anni.

Così anche se la memoria vacillasse siamo sicuri che. come del resto avviene quasi sempre, ci colleghiamo al social, e non manchiamo all'appuntamento di fingere che ci siamo ricordati.

Ci sono però dei compleanni che non è necessario che te lo debba ricordare un sistema tecnologico.

Sono date che stanno dentro di te, scolpite e incancellabili.

Sono quelle date che ti riportano indietro nel tempo, perché in certe date si ricorda di più la persona che magari in quella data festeggiava il suo compleanno.

Chissà che aspetto avresti avuto oggi all'età di 96 anni.

Possiamo immaginarlo, potrei affidare le tue ultime foto alle attuali applicazioni per sapere come saresti potuta essere.

Ma forse tutto sommato è meglio rimanere con il ricordo del tuo viso, così come era quella sera, in cui, nonostante l'approssimarsi della fine, tu avevi ancora un sorriso da elargire, per non lasciarmi andare via con la tristezza, anche se io avevo intuito che ormai eravamo lì a contare le ore.

Ricordo quante volte in questa giornata ci siamo ritrovati io e te a condividere la solitudine del quartiere, perché tu, specialmente dopo la precoce morte di papà, non avevi voglia di andare via nel mese di agosto ed io ero obbligato a rimanere in città, perché una volta le agenzie di viaggi in questo periodo a tutto potevano pensare meno che andare in vacanza, visto che avevano centinaia di clienti in viaggio e altri che ancora andavano in agenzia a prenotarsi.

Andavamo io e te alla ricerca di un posto dove poter pranzare e festeggiare così il tuo compleanno.

I messaggi di auguri ti arrivavano sul telefono di casa e poi negli ultimi tempi qualcuno te li faceva, mandandomi messaggi sul mio cellulare ed io ti riferivo chi te li aveva fatti.

Se dobbiamo appellarci alla Fede e pensare che ci sia una vita oltre a questa che ci è stata concessa di vivere in terra, voglio sperare che tu ti sia rincontrata con l'Amore della tua vita, quell'uomo meraviglioso che ti venne portato via troppo presto e insieme state festeggiando il tuo compleanno.

Auguri Mamma.

(Santo)

martedì 4 giugno 2019

Ritrovare una lettera: vi voglio raccontare una bella storia



Nella vita chissà quante lettere avremo scritto, almeno noi che apparteniamo alla generazione che scriveva le lettere?
E chissà quante parole se non scritte comunque in qualche modo sono state dette.
Quanti sguardi hanno ricevuto una risposta, e quanti sguardi si sono persi?

Può capitare che in una sera qualsiasi, una di quelle sere in cui stai pensando a come è andata la giornata, a come andrà quella che sta arrivando, ti ritrovi a non scrivere una lettera ma a "chattare" (anche se non amo molto questo neologismo) con una amica con cui hai condiviso un periodo della vita che rimane sempre uno dei periodi più belli, il periodo della scuola superiore.
Periodo che coincide con quella fase della vita in cui non si è più bambini ma non si è neanche ancora uomini.
Questa amica mi mette cuiriosità nel dirmi che in una sua scatola, una di quelle che ognuno di noi, a volte, conserva segretamente o comunque ne è geloso, ha ritrovato delle mie lettere.
Stiamo parlando di cose scritte 40 anni fa.
Come puoi non fartele mandare?
Oggi una lettera non deve seguire più quel percorso che doveva seguire una volta per arrivare a destinazione.
Oggi in un attimo ti viene trasferita sul tuo smartphone.

Fermo restando che io resto affezionato alle lettere vecchio stampo e vorrei riprovare quei brividi, quelle emozioni che provavo sia quando aprivo una busta ed ero ansioso di leggere cosa ci fosse scritto nella lettera che ricevevo, sia quando ero io a imbustarla ed aspettare che arrivasse a destinazione, specialmente se quella lettera era portatrice di messaggi.
Ripensandoci a distanza di tempo, quando il tempo che hai vissuto è diventato così tanto e cominci a trovarti in quella fase della vita in cui gran parte del copione lo hai già interpretato, e in questo tempo attuale rivedi quello che hai vissuto, quello che la vita ti ha portato, quello che dalla vita non hai saputo prendere, ebbene ripensandoci a distanza di tempo, mi rendo conto, anche leggendo le lettere che quell'amica mi ha "rispedito" a distanza di tanto tempo, che probabilmente in quella fase della mia vita, scrivere quelle lettere era un modo di voler comunicare, aiutandomi con lo scrivere,strumento che mi ha sempre accompagnato e continua ad accompagnarmi.

Oggi rileggo quelle lettere e in particolare quella che pubblico alla fine dell'articolo mi ha emozionato perché quello che scrivevo, lo stile com cui scrivevo, il messaggio positivo che stavo mandando a quella persona, non ha nulla di differente da tante altre lettere che mi sono trovato a scrivere tante volte a persone che ne avevano bisogno, e sono fiero di sapere che molte di quelle lettere hanno aiutato delle persone a ritrovare fiducia, entusiasmo.

Allora non esistevano i blog, esistevano dei diari ma quanti potevano leggere quei diari?
Oggi scriviamo su una tastiera, il messaggio può essere lanciato nella rete e raggiungere non solo le persone che conosci ma anche chi non conosci (quindi devi anche usare maggior rispetto in quello che scrivi) e soprattutto oggi quella persona che scriveva lettere tanti anni fa, è ancora qui con la sua voglia infinita di continuare a raccontare delle belle storie.

Ringrazio l'amica che non nomino ma lei sa che le avrei dedicato questo articolo.

(Santo)

domenica 10 marzo 2019

"Mi piace chi combatte ogni giorno per essere felice"



"La tentazione di essere felici"

Ci sono libri che a volte, al di là della storia che custodiscono, diventano essi stessi una storia.

In un Natale, credo di due anni fa se ben ricordo o addirittura tre, visto che è stato publbicato nel 2015, entrai in libreria per scegliere una serie di libri, da regalare a differenti persone.

Fui molto incuriosito dal titolo del libro e anche da quella immagine in copertina che in parte contrastava con la descrizione della storia, basata sul personaggiodi Cesare Annunziata, di settantasette anni.

Pensai però che quel libro poteva contenere dei bei messaggi e infatti lo regalai ad una persona a me molto cara.

Per tutta una serie di motivi che ora non sto a spiegare, sembrava che ci fosse sempre qualcosa che impedisse a quella persona di poter leggere quel libro, al punto che col trascorrere del tempo ci si scherzava sul fatto che prima o poi quel libro sarebbe stato letto.

Nel frattempo lo avrei potuto leggere io, ma che per chi ama i libri, sa che un libro regalato deve essere prima letto dalla persona a cui è stato donato, altrimenti sembrerebbe quasi di infrangere la bellezza del dono.

Finalmente quel libro è stato letto e volutamente non ho cercato di farmi dire quale fosse la storia o il messaggio contenuto in quella "tentazione di essere felici" perché volevo anche io capire cosa può portare un uomo di settantasette anni a "tentare di essere felice".

Ho iniziato a leggere il libro e come sempre accade quando una storia ti prende, questo libro mi ha letteralmente catturato, come credo sia avvenuto a tutti coloro che lo hanno letto o lo leggeranno, giustificando anche il successo editoriale, e i riconoscimenti che ha avuto il suo autore.

Una storia che ruota intorno al personaggio principale, ossia Cesare Annunziata, un anziano signore che, come tutte le persone anziane, possono a volte sembrare burbere, ed invece nascondono dentro un mondo che è la somma di tutte le esperienze che la vita gli ha fatto vivere, sia nella gioia che nel dolore. 
Così come fu per mia madre di cui non mi stancavo mai di ascoltare i suoi racconti che il più delle volte parlavano di grandi sofferenze vissute, soprattutto negli anni in cui lei era giovane,in un mondo che stava in guerra.

Intorno a Cesare, ruotano altre storie, ed in particolare una storia che oggi ricalca delle storie che purtroppo sono quasi diventate quotidiane.

Intorno a Cesare ruotano personaggi con le loro vite, fatte di alti e di bassi.

Leggendo il libro, ho pensato anche che un giorno, per alcuni più in là nel termpo, per altri più vicino, ci si ritroverà ad essere anche noi un "Cesare Annunziata", con le nostre vite vissute e con l'incertezza della vita da vivere.
Chissà forse anche noi, nel sentire avvicinarsi l'epilogo, faremo come il personaggio del libro ed inizieremo anche noi a pensare e a dire "Mi piace......" 

Un libro da regalare, un libro da regalarsi.

(Santo)









domenica 10 febbraio 2019

Una bella storia da raccontare



In un diario si nascondono segreti e ci sono segreti che invece si ha voglia di trasformare in un racconto da condividere, perchè alcune di queste sono storie che ti restano dentro.

E' la storia di un'amicizia nata in una estate di tanti, tanti anni fa.

Una di quelle storie che il più delle volte rischiano di finire con il finire dell'estate ed invece questa è la storia di un'amicizia che si andò rafforzando nel corso degli anni.

Un'amicizia tra due persone che pur vivendo in due città lontane continuavano a mantenere viva l'amicizia scivendosi lettere e sentendosi al telefono, non essendoci altri strumenti più immediati.

Per me quell'amica era diventata come un appuntamento, una promessa da rispettare e non c'era posto nel mondo da cui non le avessi inviato una cartolina.

Per sentirci ci si sentiva al telefono e per chiamarla cercavo la cabina telefonica più comoda dove non potessi essere disturbato e mi munivo di un numero sufficiente di gettoni telefonici per effettuare la chiamata internazionale.

Questa amicizia fu anche lo spunto per una serie di viaggi che mi ritrovai a fare a Madrid, al punto tale che anche la città divenne una sorta di mia amica e quando arrivavo lì mi sentivi doppiamente accolto.

Poi succedono quelle cose strane che non hanno una ragione, un senso.

Succedono.

Nel momento in cui esplodono tutti i supporti per potersi mettere in contatto con estrema facilità, questa amicizia si interrompe e questo perché io mi allontano prima pian piano, poi sempre di più da quel piacere che provavo nello scrivere una cartolina, nel cercare una cabina, nell'aspettare che il telefono squillasse e mi rispondesse.

Ci si disabitua da gesti che fino a prima erano gesti che ti davano gioia, ma qualcosa dentro continua a rimanere.

Dopo 14 anni torno a Madrid perché sentivo forte il desiderio di cominciare un nuovo anno, ritornando in una città che mi aveva dato tanto e da cui volevo attingere energia per un nuovo anno.

Tornare in quella città non avrebbe avuto senso se non avessi trovato il modo di ritrovare quella persona.

In 14 anni possono accadere tante cose e tu non sai cosa accade quando vai di nuovo a bussare ad una porta che si è chiusa.

Nel frattempo avevo anche perduto il suo numero di telefono e nonostante mi sforzassi di ricordarlo, avevo la sensazione che non fosse corretto.

Ho cercato di trovare la persona sui "social" sui "network" ma non la trovavo.

Allora ho voluto giocare con il destino.

Ricordavo molto bene l'indirizzo perché a quell'indirizzo avevo scritto chissà quante volte ma non era detto che dopo 14 anni a quell'indirizzo abitasse la stessa persona.

Ho scritto una lettera per anticipare il fatto che io andassi a Madrid e avevo desiderio di poter rivedere quella persona.

Sono arrivato al giorno precedente la partenza ma non avevo ricevuto alcuna risposta e quindi le probabilità di poter esaudire il desiderio di vedere di nuovo quella mia carissima amica stavano sfumando.

Arrivato lì, ripercorrendo strade, piazze, luoghi che avevo conosciuto grazie a quelle amicizie, non potevo accettare l'idea di tornare a Roma e perdere per sempre l'opportunità di colmare il desiderio di rivedere una persona a cui hai voluto bene.

Tenace e determinato come sono, mentre giravo per Madrid, l'inconscio ha lavorato a mio favore e improvvisamente ho rivisto nella mia mente un numero e sapevo che quello era il numero giusto ma non sapevo se lo fosse ancora dopo 14 anni.

Torno in albergo e compongo quel numero.

Quattro, cinque, sei squilli. Nulla

Oddio sarà sbagliato? E' stato disattivato (oggi esistono i cellulari!). Chissà

La sera dopo una voce femminile risponde e come se ci fossimo sentiti solo il giorno prima ed invece erano passati 14 anni, ci siamo ritrovati a parlare e la cosa più bella è stata che ci siamo rivisti la sera dopo, trascorrendo una bella serata insieme.

Avremmo voluto raccontarci tante cose e ce ne sarebbero state tante ma forse affondare troppo nel passato ci avrebbe distratto dalla bellezza di quel momento, un momento che io porto dentro di me e mai si toglierà.

La lettera è arrivata dopo il nostro incontro e anche questo era segnato nel destino.

Non scrivo il nome della persona perché voglio rispettare la sua privacy e perché credo che non abbia valore dare un nome, quello che c'è di bello in questa storia è che quando un'amicizia è basata sulla roccia, non ci potrà essere nessuna cosa che la potrà distruggere.

Santo David




lunedì 24 dicembre 2018

Buon Natale





Prendo a prestito le parole che ha scritto Giorgia Stella e che ringrazio, pur non conoscendola.
Queste sue parole mi hanno fatto pensare a quante persone mi sono vicine e mi vogliono bene e a quante persone io sono vicino e gli voglio bene.
Anche in questo anno che ormai volge al termine, quel posto fisso si è riempito di tante altre persone che si sono aggiunte alle tante persone che in quel posto ci stanno da anni e anni: chi lo sta occupando da quando sono nato e chi si è andato aggiungendo nel corso della vita.
Ci sono anche persone che pur non essendoci più, perché la vita è fatta anche di mancanze non sempre volute, quel posto non lo hanno mai abbandonato e mai lo abbandoneranno.
E' un posto che non può essere un posto qualsiasi.
Quel posto è come se fosse uno di quei tanti luoghi del mondo dichiarati Patrimonio dell'Umanità, tanto è la loro bellezza, il fascino e la storia che detengono. 
Come tutti i posti prestigiosi, quel posto fisso nel cuore va conservato e impreziosito ogni giorno.
Ci sono persone che entrano lì in quel posto già dal primo momento, perché è bastata una parola, un sorriso, un atto di gentilezza, uno sguardo e ti catturano all'istante.
Altre persone si "mimetizzano", cercando di mostrarsi diverse da come sono e molte di queste persone non lo fanno per esibizionismo, lo fanno perché temono di aprirsi, di confidarsi, anche perché oggi il mondo sembra essere diventato più pericoloso e a volte il principe azzurro si trasforma in orco cattivo, la fatina diventa strega cattiva.
Ma quando quelle persone comprendono che dall'altra parte, anche senza conoscersi di persona, ci stanno ancora quelle belle cose che mai moriranno, la gentilezza, il garbo, l'ascolto, la parola che aspettavi di sentirti dire, il complimento che resta un complimento senza alcun altro fine, tutte le barriere cadono e nascono storie bellissime, che vanno a riempire di pagine quel libro che è la vita nel suo scorrere.
E quando senti di essere circondato di un affetto così grande, quell'affetto diventa un fiume in piena che non porta distruzione ma porta con sé quell'energia che ti fa rivalutare tutto e allora anche quando ci sarà, perché ci sarà il momento in cui potresti andare giù, sai che intorno a te ci sono tante di quelle persone che ti aspettano, e dal quel fondo tu risalirai, per te e per loro
Auguri di Buone Feste tutte le stupende persone che siete.
Santo

martedì 25 settembre 2018

La telefonata che non vorresti mai ricevere


Questo è uno di quei telefoni che si usavano negli anni 80, quando ancora non esisteva tutto quello che sarebbe arrivato negli anni successivi.

Il telefono fisso di casa rappresentava insieme al telefono pubblico dei bar o delle cabine telefoniche lo strumento che ci metteva in comunicazione con gli altri.
Quando squillava, non sapevi chi potesse esserci all'altro capo del telefono, o quantomeno provavi ad immaginarlo o a sperare che la telefonata arrivasse, almeno, dalla persona che era in quel momento della tua vita l'unica persona che volevi sentire e  che quando sentivi la sua voce, ti faceva battere velocemente il cuore.

Purtroppo però quel telefono poteva anche portarti delle notizie che non volevi assolutamente ricevere e c'erano delle situazioni in cui sapevi che se avesse squillato, soprattutto in piena notte, non avresti mai voluto ricevere quella telefonata.

Si sta avvicinando la notte e la stessa identica notte di trentacinque anni fa, squillò il telefono di casa in piena notte.
Quello squillo era il segnale che fosse accaduto quello che una moglie, un figlio, una figlia, non vorrebbero  mai che accadesse.

Pensiamo di essere padroni del nostro destino e probabilmente lo siamo finché un destino più crudele e forte di ogni nostra volontà, si fa gioco di noi, delle nostre certezze, dei nostri programmi, dei sogni nel cassetto.
Avevi solo 58 anni, l'età che io avrò il prossimo anno.
Allora mi sembravi un gigante ed oggi mi rendo conto che eri solo un  uomo che poteva e aveva tutto il diritto di continuare a vivere la sua vita, cullato dall'amore di una donna che lo ha amato sempre, circondato dall'affetto dei figli, dei nipoti e oggi avresti avuto anche i pronipoti, saresti stato un bisnonno.

Squilla il telefono, ascolti la sentenza di condanna definitiva.
E poi la corsa in macchina verso l'ospedale, le lacrime, le urla di rabbia, il tocco gelido della morte.

Trentacinque anni, anno dopo anno, un lungo percorso di vita.
Ero un giovane appena diplomato, stavo muovendo i primi passi nel mondo del turismo e tu mi venivi a trovare in quell'agenzia dove avevo iniziato a lavorare, fiero di me che avevo realizzato quel sogno di poter lavorare in un'agenzia di viaggi, memore dei viaggi che, io piccolino, organizzavo ogni estate con te per andare con tutta la famiglia  in Sicilia, per quell'appuntamento annuale con i tuoi genitori e le tue sorelle, con le quali vi vedevate solo una volta all'anno, viaggio che ho raccontato nelle "vacanze di un bambino a Polizzi Generosa".

Oggi sono un uomo cresciuto e mi sto avvicinando alla stessa età che tu avevi quando ci hai lasciato, sicuramente contro ogni tua volontà.
Eri un colosso, un uomo alto, robusto, ti prendevamo in giro perché portavi le scarpe grandi e spesso avevi difficoltà a trovarle nei negozi di allora.

Eppure il male ti ha messo al tappeto in sette giorni.
Hai cercato di resistere, di vincere la battaglia e purtroppo ti sei dovuto arrendere.
Sappi però che tutto quello che mi hai potuto insegnare, seppur se nei pochi anni che siamo stati insieme, non sono stati insegnamenti vani.
Mi sono stati di grande aiuto a vivere la vita che ho vissuto,  mi aiuteranno ancor di più negli anni che il destino mi concederà.

Eri una persona estremamente buona ed umile, molto riservata, paciosa.
Un uomo che a differenza dei luoghi comuni sui siciliani, amavi la tua donna, la rispettavi, non ne eri geloso perché sapevi quanto lei ti amasse.
Per lei hai lasciato il tuo paese di origine, in anni in cui non era facile staccarsi dalle radici.
Con lei hai cresciuto una famiglia di 4 figli, ultimo io, e nonostante le ristrettezze economiche e le difficoltà quotidiane ci avete fatto crescere sani e con dentro valori inestimabili.

A me avete dato la possibilità, con grandi sacrifici, di andare avanti negli studi ed io ho cercato sempre di farvi sentire orgogliosi di me.

Se oggi sono qui a scriverti questa lettera è proprio perché ho avuto due genitori straordinari.
Grazie.



martedì 10 luglio 2018

La follia dell'anima



Correre, correre
Una vita che sembra sempre andare di corsa.
Impegni da rispettare, scadenze che ti assillano, promesse fatte e rimandate.
Obiettivi, sogni che si inseguono l'uno dietro l'altro e alla fine restano lì nel cassetto.
Persone che ti cercano e a cui dici "poi ci sentiamo", e passano mesi.
Notifiche che ti arrivano a tutte le ore, costringendoti a prendere misure cautelative per difendere quel poco che ti è rimasto per startene con te stesso.
Aspetti la sera per dire stop, ma una sera non è sufficiente a dare sfogo alla voglia che ancora si ha di godersela la vita.

Hai voglia di riprendere la tua vita, di allontanarti per un lungo viaggio, che ti porti in terre sconosciute dove sei solo con te stesso e con quello che ti circonda.
Hai voglia di svegliarti all'alba e aspettare su di una spiaggia deserta che il sole dia il suo buongiorno al mondo.
Hai voglia di correre su quella spiaggia, di sentire il vento che ti accarezza la pelle, di ascoltare la melodia del mare, quel suo lento e perenne canto.
Di leggere un libro e calarti con tutto te stesso dentro quel libro, quasi a diventarne uno dei personaggi, senza che nessuno possa disturbare questo momento di quiete.
Di ascoltare una musica senza distrarti, senza avere l'udito da una parte e l'occhio sullo schermo, impegnato a corrispondere con amici veri e presunti, mentre quella musica che ti stava deliziando se ne è andata via e neanche te ne sei accorto, perso nell'ultimo Bip.
Di tornare a innamorarti, di aspettare le ore, i minuti che ti dividono da lei, di restare lì davanti a lei e non riuscire a parlare per l'emozione.

Corri, corri, non perdere tempo,
Corri, corri, altrimenti il successo, la fama non ti arrivano.
Corri, corri ma a volte ci si chiede veramente dove stiamo andando? 
Ne vale veramente la pena correre così?

E se come dice l'aforisma "le cose belle della vita non seguono la ragione, ma la follia dell'anima"cosa sarà meglio?

(santo)