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mercoledì 11 giugno 2014

UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA



Se è vero che nulla accade per caso e in tutto c'è sempre una spiegazione, allora anche i libri che ci capitano tra le mani, non ci capitano per caso ma spesso ci arrivano nel momento giusto.

La mia libreria è ricolma di libri che mi accompagnano come fedeli amici da tanti anni e con alcuni di essi ho quasi un rapporto speciale, li considero alla stregua di quelle persone con cui più passa il tempo e più ti ci senti vicino e sai che non ne potresti fare a meno.

I libri di Terzani fanno parte di questa schiera di amici privilegiati ed infatti occupano una posizione di riguardo, sono esposti in prima linea e a volte mi basta anche solo uno sguardo per trovarvi un momento di ispirazione.

In questi giorni, complice anche gli eventi che si stanno organizzando in coincidenza con l'anniversario della sua morte, avvenuta nel 2004, ho avuto modo di soffermarmi di nuovo con più attenzione sulle letture di questo indimenticabile uomo e così mi è rivenuto il desiderio di riprendere tra le mani uno dei suoi più grandi libri che è per l'appunto "UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA".

Terzani lo scrisse intorno al compimento del suo sessantesimo anno quando gli fu diagnosticato il cancro.

Da questa scoperta e da tutto quello che può avvenire nell'animo di una persona, Terzani inizia un viaggio che lo porterà a delle grandi riflessioni sul senso della vita, sul confronto tra la medicina classica e quella olistica e il libro diventa una sorta di guida spirituale, uno di quei testi che non li puoi leggere di corsa, ma debbono essere assimilati, pagina dopo pagina.

Lo lessi la prima volta nel 2004 e sono tornato a leggerlo a distanza di ben 10 anni.

In dieci anni possono accadere tante cose nella vita di una persona e ci sono periodi in cui gli anni danno un'accelerazione a certi processi di scoperta che erano lì solo in attesa di essere portati in superficie.

Sto leggendo il libro e mi sto rendendo conto che se quando lo lessi per la prima volta, tutto quel mondo descritto da Tiziano, il suo incontro con la spiritualità, con la medicina alternativa, con il soprannaturale, era un mondo che mi incuriosiva, un mondo che vedevo da lontano, perché in quel periodo la mia vita era in una fase di rilancio di alcune situazioni che si erano come assopite e stavano riavendo luce.

Ma la vita si sa, ti può dare tanto e quando sei lì che la stai divorando, è capace di giocarti brutti scherzi e tutto quello su cui pensavi di aver costruito le tue certezze, viene giù come il mazzo di carte con cui da piccoli ci divertivamo a tentare di creare dei castelli.

Improvvisamente ti ritrovi in un vortice di forze che ti si mettono contro e si alleano tutte insieme per darti il colpo finale.

E allora che per far fronte all'inevitabile sbandamento si cominciano a cercare delle risposte, ci si aggrappa a tutto pur di ritrovare il bandolo della matassa.

E in parte è stato così anche per me.

Il mio viaggio per ridare ordine alla vita mi ha portato a tentare strade diverse, dal ritrovare il dialogo con chi sta su, mi ha fatto entrare nel "business" dei corsi di formazione, della crescita personale, mi ha avvicinato a discipline di cui non sapevo neanche l'esistenza, come la PNL, finché seppur in un contesto in cui Tiziano sarebbe inorridito, ossia in un villaggio turistico in Madagascar, ho cominciato a testare di persona cosa fosse lo yoga e la meditazione.


Questo primo approccio mi ha fornito lo spunto per incuriosirmi ancor di più su questa materia ed è iniziato quel viaggio nella spiritualità, un viaggio che se lo intraprendi non per soddisfare una moda, non per sentirti figo, ma perché da quel viaggio puoi trovare la chiave per andare sempre più dentro di te, è un viaggio appassionante e ricco di sorprese, sorprese che arrivano quando meno te le aspetti, perché è un qualcosa che si rimette in moto dentro e ti fa ritrovare quel significato, quell'essenza, di cui avevi perso le tracce, confuso nei ruoli da coprire, nelle maschere da indossare, nei doveri subiti, nei limiti imposti dagli altri e da te stesso.

E allora è come rimettersi sulla giostra per iniziare un altro giro......

(Santo)




sabato 8 giugno 2013

IL MISTERO DELLA MEDITAZIONE



Ad ottobre quando mi sono iscritto al corso di Yoga Kundalini mi sembrava che avessi dato inizio a un percorso di cui non sapevo quale potesse essere l'esito e che riflessi avrebbe potuto avere su di me la frequentazione settimanale e l'incontro con questa inconsueta esperienza.

Ne avevo avuto un piccolo assaggio nel corso di una mia vacanza in un luogo straordinario, esperienza descritta in un precedente articolo, http://santo-miglioratestesso.blogspot.it/2012/04/meditazione.html, ne avevo sentito parlare da un mio carissimo amico e mi ero informato leggendo una serie di testi sullo yoga e su come meditare.

Come in tutte le cose la teoria può essere bella e interessante ma soltanto vivendo l'esperienza si può entrare veramente nel mistero della meditazione.

Nel dire mistero non voglio assolutamente far pensare che il meditare sia una forma di misticismo pericoloso o di subdola manipolazione della mente. Questo rischio ci potrebbe anche essere se non ci si affida a scuole serie, ad insegnanti qualificati.

La meditazione è un viaggio dentro se stessi, è come aprirsi un varco nella nebbia della mente. 
All'inizio tutto sembra difficile perché ci si rende conto, nel momento in cui ci si ferma, in cui si rallenta il respiro, di essere preda di mille pensieri che si rincorrono l'uno con l'altro, immagini che si sovrappongono, i ricordi del passato  s'intrecciano con le ipotesi sul futuro.

Man mano che si procede nel viaggio, accompagnati e guidati dalla esperienza di chi è lì, non per insegnarti il suo verbo, non per doverti imporre una disciplina, ma soltanto con lo scopo di coadiuvarti nel far pace con il turbinio dei pensieri, ti cominci a rendere conto che qualcosa sta accadendo.

Prendi confidenza con il tuo respiro, quel respiro senza del quale non avresti la vita eppure è come se fino allora non te ne fossi mai accorto, pensavi di respirare bene ma non era così e magari ti accorgevi del respiro solo quando la paura te lo faceva trattenere, solo quando un momento di ansia ti faceva ansimare ed invece adesso lo avverti in una maniera più consapevole, perché stai acquisendo una forma più nobile di consapevolezza, una presenza che comincia ad avvolgere ogni gesto, ogni pensiero, ogni azione, ogni passo che fai.


Hai iniziato e cinque minuti ti sembravano lunghissimi e adesso sei lì immobile,fermo nella tua posizione preferita e ci rimani venti, trenta, quaranta minuti e non ti pesano, anzi ti fanno sentire più fresco, più leggiadro, una sottile energia scorre nel corpo e il corpo si libera delle sue paure, dei suoi limiti e allora ti ritrovi anche ad assumere delle posizioni che mai avresti pensato di riuscire a fare e non le fai soffrendo, ma provi il piacere di sentire che si è creata un'armonia tra la mente e il corpo, e queste due entità che a volte sono in conflitto tra loro sono diventate un tutt'uno.

La meditazione la puoi fare da solo, nel tuo angolo di casa preferito, in un giardino, in riva al mare, guardando la luna, aspettando l'alba o il tramonto ed è la tua esperienza. 

La stessa esperienza la puoi condividere insieme a quelle persone che sono lì con te, nello stesso luogo e quando terminano i minuti dedicati a questo raccoglimento e ci si confidano le esperienze vissute ti rendi conto, nei racconti che ognuno fa del momento appena vissuto, che cosa possa avvenire dentro ognuno di noi, e di come ogni esperienza sia diversa, sia unica proprio perché ognuno di noi ha dentro di sé un bagaglio personale ed esclusivo di esperienze, di ricordi, di precetti, di disagi, di gioie, di paure, tutto un mix di sensazioni ed emozioni che nel momento in cui stai meditando riaffiorano in superficie.

Quando sei al cospetto di tutto ciò non dovrai giudicare, sentirti in colpa, analizzare, sarai soltanto un testimone, un osservatore attento.


giovedì 28 marzo 2013

KUNDALINI YOGA



E' mattina, mi sono svegliato da poco., mi sto preparando per andare incontro ad una nuova giornata .
Abitualmente scrivo di sera, eppure questa mattina ho sentito il desiderio di aprire il computer e mettere le mie dita su questa tastiera, quasi a voler proseguire e a lasciare dentro di me la sensazione di calma interiore, di benessere che mi porto dentro, specialmente il giovedì mattino.
E perché proprio il giovedì?
Dal mese di novembre sto frequentando un incontro settimanale che si tiene il mercoledì sera presso il Centro Erba Sacra di Roma, praticando la disciplina dello Yoga Kundalini con l'insegnante Patrizia Deva Marapodi.

Disciplina, insegnante, parole che farebbero pensare ai tempi di scuola quando non si andava in aula sempre così entusiasti e si aveva spesso un rifiuto di tutto ciò che sapeva di imposto.
Qui non vi è nulla di tutto questo ed anzi quando si avvicina il momento di andare, aumenta il desiderio di essere lì, superando le resistenze del dirsi "stasera fa freddo, piove ma chi me lo fa fare?", oppure di saltare l'incontro perché magari in televisione danno la partita di calcio della squadra del cuore.

Mi sono avvicinato allo Yoga e alla Meditazione, quasi occasionalmente ma nulla vi è di occasionale nella vita ed ogni cosa, anche la più insignificante non avviene per caso, anche se nel momento in cui avviene sembrerebbe un caso ed il più delle volte è, invece, un'opportunità di crescita e di miglioramento. 
Di questo primo approccio ne parlai già in un mio precedente articolo: MEDITAZIONE


Da quell'aprile 2010 ha cominciato a crescere in me il desiderio di confrontarmi con un approccio più diretto alla spiritualità orientale ed in questo sono stato stimolato dall'esperienza di un mio carissimo amico che già pratica da tempo e che è riuscito, attraverso lo yoga e la meditazione, a superare un periodo estremamente difficile e complicato della sua vita.
Fino allora avevo partecipato a seminari di crescita personale con un approccio completamente differente, basato su altre leve, nello stile Firewalking,  avevo letto tanti libri di crescita, di PNL, di miglioramento personale, ma pur avendo ricevuto una forte spinta, sentivo che il percorso non era completo in quanto stavo focalizzando l'attenzione su situazioni esterne a me stesso: obiettivi, risultati, scalette di programmi, tempistiche, tutta una serie di strategie che però mi stavano dando anche un senso di frustrazione nel notare che, nonostante mi dessi da fare, nonostante leggessi tutte quelle belle parole, ci sono delle situazioni sulle quali noi non abbiamo possibilità di intervenire, e nel proiettare la nostra attenzione sull'esterno, rischiamo di perdere il contatto con il bene più prezioso che abbiamo, ossia noi stessi, la nostra anima, il nostro scopo.


E così, dopo una serie di prove fatte in alcuni centri, ho preso la decisione di iscrivermi a novembre 2012 presso il Centro dove sto praticando attualmente.

All'inizio non sapevo neanche che esistessero diverse forme di Yoga, avevo solo una sommaria informazione e mi incuriosiva molto il termine Kundalini, tecnica introdotta dall'India in Occidente da Yogi Bhajan, maestro spirituale originario di un villaggio dell'attuale Pakistan, nato nel 1929 e deceduto nel 2004.

La nostra insegnante ha vissuto per anni in quella terra che, personalmente, non ho avuto mai modo di visitare ma ritengo sia una esperienza che lasci il segno nella vita, e ha seguito gli insegnamenti di Yogi Bhajan, ed oggi li trasmette a chi segue le sue lezioni, o ancor meglio i suoi incontri, perché di incontro si tratta.
E' difficilissimo e non voglio avere alcuna pretesa di dare io degli insegnamenti su questa materia e poi non è una di quelle esperienze che si possono tradurre in parole o riportando una fredda analisi, un resoconto.
E' un'esperienza che ognuno di noi, se lo desidera, la deve vivere in prima persona perché ognuno di noi, entrando dentro di sé, può scoprire mondi conosciuti ma anche stanze segrete, trovare tante belle cose ma anche ricordi spiacevoli, incontrare volti dimenticati, rivivere sensazioni di quando si era bambini se non addirittura di quando si era nel grembo materno.


E' un confrontarsi con i nostri limiti, con le nostre paure, con i nostri desideri, si assumono posizioni dicendo a sé stessi "non ci riuscirò mai" e poi , quasi per miracolo, ti trovi a piegarti in un modo che mai avresti pensato di fare. 

Prendi coscienza del corpo esteriore e di tutto quello che il corpo contiene e soprattutto aumenti la conoscenza del tuo respiro, quel respiro che ti fa vivere, e cominci ad avere un rapporto diverso con il tuo respiro e di conseguenza con la vita che è respiro.

(Santo)

lunedì 28 gennaio 2013

OSSERVARE LA PROPRIA MENTE


Osservare la propria mente è come quando  imbocchi un'autostrada e ti ritrovi in un grande ingorgo: sei lì intrappolato e non riesci più a venirne fuori.

Il tempo passa, l'ansia cresce e sembra che non vi sia più una via di fuga.





E così la tua mente: pensieri che si rincorrono, ricordi del passato s'intrecciano con le ombre del futuro.

Visi, immagini, persone, scorrono come in un film ad alta velocità.

Da un ricordo di felicità vieni catapultato in un attimo di tristezza.

Vorresti fermare il flusso, più cerchi di farlo e più i pensieri aumentano.

Provi ad addormentarti ma l'unica cosa che ti riesce facile è rigirarti e rigirarti nel letto, sperando che prima o poi il sonno possa mettere fine a quel turbinio, a quel mulinello.

Eppure dentro di te c'è la pace, tu sai che esiste, la desideri, la cerchi, la vuoi con tutte le tue forze.

Provi pian piano a fermarti, a rallentare la tua corsa. Cominci a percepire il tuo respiro, dapprima affannato e poi sempre un pochino più calmo, inizi ad avvertire che qualcosa sta, impercettibilmente, modificando la tua percezione, i pensieri si diradano, è come se ti si aprisse un piccolo varco di luce nell'oscurità e, man mano che entri in questo buio, la luce diventa sempre più forte, ti senti avvolto, ti senti come se qualcosa ti stesse proteggendo.

Ascolti il respiro come non lo avevi mai ascoltato finora, persino il battito del cuore ti sorprende perché era come se avessi dimenticato di aver un cuore che palpita.

Sei lì fermo, immobile, il tempo passa ma tu non avverti la frenesia, ti immergi in quell'oasi di pace, di calma, di tranquillità e cominci ad avvertire che qualcosa sta cambiando dentro di te, cominci a capire che in quell'attimo e solo in quell'attimo c'è il momento da vivere.

Se riuscirai a vivere ogni momento, ogni attimo come se fosse l'unico attimo che ti è rimasto da vivere, ogni attimo potrebbe essere un attimo straordinario e la somma di tanti di questi attimi non può non rendere la tua vita, una vita da vivere.


«Adesso anche con la mente mi siederò in disparte, osservandola in tutti i suoi problemi, la sporcizia, le foglie morte, le ferite, i traumi, i ricordi, i desideri. Imperturbato, starò seduto sulla riva, aspettando il momento in cui tutto sarà limpido.»
Accade da sé, perché quando siedi sulla riva della mente, non le dai più energia. Questa è la meditazione autentica. La meditazione è l'arte della trascendenza.

Tratto da: The Dhammapada: The Way of the Buddha, vol. 10, cap. 4.


(Santo)


domenica 9 dicembre 2012

L'Arte della Serenità






L'Arte della Serenità "Il potere terapeutico della saggezza" di Claudio Lamparelli.

Ci sono dei libri che sembra che ti stiano aspettando. Sono lì sugli scaffali di una libreria e attendono solo il momento in cui, per quelle misteriose coincidenze della vita, tu ci porgerai lo sguardo e ne verrai attratto.

Questo che stiamo tutti vivendo è sicuramente uno dei periodi più complicati e la stragrande maggioranza di ognuno di noi è assillato da preoccupazioni varie.

In televisione non si fa altro che assistere a cronache di disperazione e anche di follia, con episodi di violenza che fanno veramente inorridire.

E allora come si può essere sereni anche in un mare così burrascoso?

Sarà possibile, solo leggendo questo libro, recuperare quella straordinaria ricchezza che è la serenità interiore?

Claudio Lamparelli oltre ad essere uno scrittore è uno studioso e traduttore di storia delle religioni, autore di varie opere che hanno come riferimento la meditazione.

Il libro non è assolutamente da confondere con altri libri della serie Legge di Attrazione o volumetti che vi insegneranno il pensiero positivo tanto per spillarvi qualche soldo.

Questo libro è una raccolta di 144 articoli con citazioni tratte dai più grandi filosofi e scrittori che si sono occupati di tutto quello che riguarda l'anima, il Sé,l'interiorità, il senso e lo scopo della vita ed è uno di quei libri da tenere con sé, come un fedele amico a cui rivolgersi quando si ha bisogno di una pillola di saggezza o quando ci si sente smarriti e si sta cercando una risposta.

Non va letto di fretta, non può essere assimilato in mezzo al caos, richiede quella attenzione e quella sensibilità necessaria per compenetrarne tutto il suo messaggio.

Lascio a voi la facoltà di farvi questo dono per Natale o di renderne partecipe una vostra persona cara e sarà sicuramente un dono che farà bene a voi stessi e a chiunque lo riceverà.

Lo potete acquistare anche attraverso il banner del Giardino dei Libri che trovate in questo stesso blog e oltre a questo potrete sceglierne tanti altri. nonché Cd, Dvd e altre belle cose per l'anima e lo spirito.

E' stato difficile scegliere la frase con cui chiudere questo articolo e allora ho pensato di prendere questa di Kierkegaard:

"La grandezza non consiste nell'essere questo o quello, ma nell'essere se stesso, e questo ciascuno lo può se lo vuole"

(Santo)













domenica 8 luglio 2012

DOVUNQUE TU VADA CI SEI GIA'


I libri sono come i veri amici.

Anche se per un periodo di tempo non ti ci senti, il vero amico è sempre lì pronto a darti una mano.

Ed un buon libro ha la stessa importanza.

Lo puoi riporre in uno scaffale, forse ogni tanto lo spolveri, ma lo ritrovi ogni volta che ne hai bisogno.

A me capita spesso di rileggere un testo che avevo letto in un passato più o meno lontano e fa sempre uno strano effetto ritornarci sopra, perché puoi cambiare l'interpretazione a seconda di cosa stia succedendo nella vita o perché scopri delle nuove sensazioni, fai delle nuove riflessioni.

E così è stato con questo libro, scritto da Jon Kabat-Zinn, professore di medicina e fondatore della clinica per la riduzione dello stress dell'Università del Massachusetts, che per l'appunto s'intitola "Dovunque tu vada ci sei già"

Il titolo è già di per sé fantastico e ti scuote dentro, facendoti fermare a riflettere.

Ti arriva come un segnale forte che ti fa capire che qualcosa non sta andando come dovrebbe andare.

Ricopio testualmente dalla quarta di copertina dell'Edizione Tea: "quando siamo presi dal vortice degli impegni, quando abbiamo la sensazione di non essere padroni di noi stessi e non riusciamo più a goderci le cose belle della vita, allora è il momento di fermarsi per un istante e riconquistare quell'unico momento della nostra esistenza di cui disponiamo per vivere, crescere, sentire, amare, gioire. Un libro che è una guida illuminante ed illustra un percorso semplice per imparare a coltivare questa consapevolezza attraverso la meditazione. Un libro adatto a chi si avvicina alla meditazione per la prima volta, ai praticanti di lunga data, a chiunque desideri ritrovare una dimensione di autenticità nell'esistenza quotidiana"

Come già avevo raccontato in un mio precedente articolo, ho avuto modo di scoprire la meditazione quasi per caso, ma le cose non accadono mai per caso nella vita, accadono perché debbono accadere, dipende poi da che interpretazione ne facciamo noi.

Ero in vacanza in Madagascar e precisamente a Nosy Be, quindi in uno di quei contesti naturalistici che sogni ogni giorno, per evadere dal famoso stress della nostra vita.

Io, oltretutto mi ritrovavo in quel posto, per motivi legati al mio lavoro e sempre per le coincidenze della vita questo viaggio iniziò il giorno dopo il mio cinquantesimo compleanno e quindi era un ulteriore regalo che si andava ad aggiungere a quelli che avevo già ricevuto dagli amici, dalle amiche, dai parenti.

Durante il soggiorno vi era la possibilità di accostarsi alle pratiche di meditazione e di yoga, condotte nel tardo pomeriggio da due maestri spirituali, presenti sul posto, come plus della vacanza.

E' inutile dire che tra tanti villeggianti, fummo in pochi ad aderire a questa iniziativa, perché la tentazione di rimanere in spiaggia e che spiaggia, era sicuramente un grosso freno.

Ma come ho detto prima le cose accadono perché debbono accadere e spesso ci si presentano delle opportunità che poi ti rendi conto che possono andare ad influire sul corso stesso della vita, e quante opportunità abbiamo perso per pigrizia, per paura, per il non volersi esporre?

Il primo giorno anche io ho preferito rimanere sulla spiaggia, continuare a bagnarmi nelle acque dell'Oceano Indiano ma con gli occhi guardavo quello sparuto drappello di persone che erano lì a meditare e devo essere sincero la maggior parte erano donne, a riprova della maggiore sensibilità del sesso femminile.

Dal giorno successivo, non perché attratto dalle donne che erano lì a meditare ma spinto dal desiderio di provare e testare cosa fosse questa meditazione di cui avevo sentito parlare in diverse occasioni e che nel mio immaginario la collegavo ai santoni indiani. anche io ho iniziato ed è stata una esperienza forte che mi è entrata dentro e mi ha portato a voler proseguire un percorso verso la consapevolezza, verso la riconquista del Presente, cercando di arrivare a placare la mente con il suo bagaglio di pensieri, il più delle volte obsoleti, ripetitivi, abbandonando il Passato con i suoi rimpianti e non vivendo in attesa che il Futuro mi faccia godere di cose che se ti guardi dentro scopri che già sono qui nel Presente.

P.s. se volete potete acquistare il libro, direttamente dal banner "il giardino dei libri".





giovedì 5 aprile 2012

MEDITAZIONE



Meditazione: quando ne sentivo parlare mi venivano in mente immagini di santoni su di una montagna con lo sguardo perso nel vuoto, alla ricerca di chissà quale significato.

Nella vita arriva però un momento in cui ti rendi conto che stai andando così veloce da rischiare di perdere il contatto con la realtà.

Avverti che la mente è invasa di pensieri, di domande, di cui molte non trovano risposta.

Un turbinio, un fiume in piena senza più argini.

E alla vita quando chiedi, spesso ti dà quello che stai cercando.

Nell'aprile dello scorso anno mi sono ritrovato in uno degli angoli più belli del mondo, ossia nell'isola di Nosy Be, detta anche l'Isola del Sorriso, in Madagascar

Uno scenario naturale di incomparabile bellezza.

Durante quel soggiorno ebbi modo di partecipare a delle sessioni di yoga e di meditazione che si svolgevano all'approssimarsi del tramonto, direttamente in spiaggia.

Fu quello il primo vero contatto con le tecniche di meditazione, guidato da un maestro che ci accompagnava in quell'ora di viaggio dentro la nostra consapevolezza.

Quando terminavamo l'ora, aprivamo gli occhi e davanti a noi avevamo lo scenario del tramonto del sole sull'Oceano Indiano e quindi una scenografia in sintonia con quello che stavamo facendo.

Dopo quella settimana non ho più abbandonato la meditazione.

E' diventata una mia abitudine quotidiana, il mio rito di risveglio e di preparazione alla giornata che sta nascendo.

All'inizio ho avuto delle comprensibili difficoltà, perchè sentivo la mia mente letteralmente bombardata di pensieri che si rincorrevano l'uno con l'altro, passando da immagini del passato ad anticipazioni del futuro, con un respiro incerto ed affannato.

Una enorme difficoltà di concentrazione su me stesso.

Giorno dopo giorno sto acquisendo sempre più quello stato di consapevolezza che ti porta a rilassarti pian piano, a sentir scorrere una leggera armonia nel corpo, a sintonizzarti con il respiro e a trarne tutti i possibili benefici.

Si può meditare stando sdraiati o seduti su di una sedia, con gambe più o meno incrociate o anche con le gambe distese.

Non importa quale sia la tecnica, non è una gara, non è una competizione per chi arriva prima, non c'è da correre, anzi il contrario.

L'importante è  raggiungere quello stato di presenza nel presente che sarebbe il massimo da ottenere.

La bellezza del vivere l'attimo senza più aggrapparsi ai ricordi o ai rimpianti del passato, senza più angosciarsi per cose che potrebbero accadere nel futuro, ma non è detto che accadranno.

Qui e ora, questo è il grande obiettivo che si dovrebbe riuscire ad ottenere con la meditazione.

Ci sono in libreria tantissimi libri sull'argomento, anche di facile consultazione, ci sono delle ottime scuole dove poterla praticare e vi segnalo anche un sito molto interessante per meditare